sab
09
gen
2010
Su "Via Bettino Craxi"
Queste vacanze natalizie sono state scandite, fra le altre polemiche, dal clamore intorno all’intitolazione di una via/piazza/giardino pubblico (qualcosa, insomma) a Bettino Craxi. Possono essere svariati i motivi di tale riconoscimento.
Se si pensa così di individuare una figura che descriva l’Italia di oggi, si c’entra l’obbiettivo in pieno. Craxi e la sua politica sarebbero perfettamente rappresentativi del Paese: senz’altro capace, ma furbo, opportunista e corrotto lui; d’impatto ma di corto respiro, spregiudicata e meccanicamente clientelare la sua politica. Cos’è, se non questo l’Italia di oggi?
Ieri anche la figura immacolata di De Mita ha espresso il suo parere favorevole alla riabilitazione di Craxi, dicendo che era parte di un sistema. Anche in questo caso colpiscono le motivazioni: come si fa, proprio dal punto di vista logico, a pensare di intitolare una via al leader socialista partendo dal presupposto che non è stato l’unico colpevole, ma solo “uno dei tanti” (se vuoi approfondire i problemi giudiziari di Craxi, clicca qua). Anche Totò Riina non era l’unico ad essere mafioso e a prendere le decisioni della mafia pur essendone il capo: cosa potremmo intitolargli? (Lo so, è un’iperbole, però dal punto di vista logico, è un ragionamento assolutamente parallelo).
Craxi con alcuni amici (quello sulla sinistra è abbastanza famoso)
Bastano poche parole, inoltre, per commentare l’accostamento, assolutamente irriguardoso che Letizia Moratti, sindaco di Milano ha azzardato: “«Garibaldi è stato condannato a morte, Bruno bruciato sul rogo eppure a loro sono state dedicate vie e piazze. La storia dà delle riletture diverse delle personalità». E’ evidente che nel bagaglio culturale della Moratti siano presenti falle culturali di notevole entità. E ormai incolmabili, data l’età avanzata della signora. In ogni caso non le farebbe male prendere in mano un testo di filosofia del liceo per capire quale rilevanza ha avuto nel corso dei secoli il pensiero del monaco di Nola. Oppure un libro di storia, anche delle elementari, per tornare almeno al 1861, anno dell’unità d’Italia, ennesima impresa a cui partecipò Giuseppe Garibaldi, (non-a-caso-detto) eroe dei due mondi.
In realtà, però, Craxi ha compiuto una grande impresa. Davvero storica. E’ riuscito a sfasciare, grazie al modus operandi suo e dei suoi compagni, il Partito Socialista. Non del vecchio leader, ma del glorioso partito di Nenni dovremmo piangere oggi la prematura scomparsa.
Commenti: 2
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#1
Via Bottino Craxi
Latitante
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#2
La riabilitazione di Craxi è un progetto che sta molto a cuore all'attuale Presidente del Consiglio che ha l'assoluta necessità di essere sdoganato!! La storia moderna del nostro Paese è allucinante!








