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22

set

2009

Congresso PD: una proposta anti-cammellaggio per il futuro

il cammellaggioil cammellaggio

Si sta svolgendo in questi giorni in tutti i circoli PD d’Italia la prima fase del Congresso che condurrà alle primarie del 25 ottobre. Da più parti, però, si sono levate voci volte a denunciare che nei rispettivi circoli si sono verificati episodi di “cammellaggio”. Per cammellaggio si intende la pessima, ma antica, consuetudine da parte di qualche esponente, di far iscrivere parenti e sodali al fine di disporre di una “ciurma” che, nelle occasioni che contano, sia disponibile a votare  a seconda delle indicazioni del politico di turno. Si tratta ovviamente di gente che nulla ha a che fare con il Partito e che mai, salvo quando si vota, è presente.

E’ inutile indagare cosa si nasconde dietro questa pessima abitudine: si tratta ovviamente di meccanismi clientelari di vario livello che poco dovrebbero avere a che fare con la politica e che mirano solamente alla prevaricazione e al raggiungimento del potere. Nel Partito Democratico non possiamo tollerare che queste cose accadano. Se si ricorre a questi “mezzucoli”, viene meno l’idea stessa del rinnovamento e, anche la centralità da un punto di vista ideale, culturale e sociale, di questo primo congresso del PD, passa in secondo piano. Se negli anni a venire non avremo il coraggio di sconfiggere queste modalità di fare politica, avremo fallito.

 

Avremo fallito perché un partito che poggia su queste basi paludose non potrà distinguersi a livelli più alti per comportamenti più consoni e volti allo scatto morale che predichiamo.

In realtà il nostro statuto al comma 7a dell’articolo 2 recita:

 

“Gli iscritti e le iscritte al Partito Democratico hanno inoltre il dovere di partecipare alla vita democratica del Partito”

 

E’ evidente che, per come enunciato, chi si presenta solo nelle occasioni in cui si vota, non può essere considerato un iscritto che adempie alle proprie responsabilità. Ma, sempre per la maniera in cui ci si esprime nello Statuto, tale individuo non è praticamente sanzionabile.

E allora, perché non pensare di specificare questo comma in maniera tale da escludere dal voto tutti quegli iscritti che non partecipano, i nostri cari “cammelli”? Una proposta, piuttosto semplice, che mi viene in mente è di impedire qualsiasi operazione di voto a tutti gli iscritti che non siano presenti almeno al 10% delle riunioni che un determinato circolo indice.

Certo, obbligherebbe i nostri coordinatori (segretari?) a fare l’appello, o a verbalizzare i presenti (cosa che peraltro molti già fanno). Ma eliminerebbe automaticamente tutte quelle persone che non hanno mai varcato la nostra soglia e che quindi, non conoscendo affatto né le personalità né le modalità in cui lavora un circolo, non hanno gli strumenti per potersi esprimere sulla nostra classe dirigente e sulla definizione del nostro organigramma a tutti i livelli.

Ritengo che ricorrendo a misure come questa si possa formare una struttura di partito migliore e più funzionale dove vedremo qualche giovane prendere il posto di qualche “beduino”.

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1 Commento

  • #1

    Franco Gatti (venerdì, 25 settembre 2009 11:11)

    Vero. Ma vedremo che succede con le liste bloccate alle prossime assemblee di circolo !
    Buon lavoro
    Franco

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