lun
21
set
2009
Congresso PD - Lettera al "Sì o No"
Un puzzle?!?!
Questa lettera è stata pubblicata sul settimanale “Sì o No” del 11 settembre 2009.
Egregio Direttore,
Le scrivo per segnalare a Lei e ai Suoi lettori che nel corso delle prossime settimane anche i circoli PD della nostra zona saranno protagonisti del I° Congresso del Partito Democratico. Riteniamo che si tratti di un evento storico (in seguito spiegherò perché non mi pare eccessivo questo termine), atteso e invocato da mesi perché era visto da molti come l’unica via di uscita dalla situazione di impasse che il PD ha incontrato nell’ultimo periodo.
Sarebbe un errore considerare il Congresso esclusivamente come il momento in cui si va a scegliere una persona per ricoprire il ruolo di segretario del Partito. Errore peraltro già commesso in passato quando dalle primarie del 14 ottobre 2007 sbucò, senza troppe sorprese, il nome di Walter Veltroni. Ma in quella fase mancò un vero e proprio dibattito: ci fu uno schieramento di massa alle spalle dell’ex Sindaco di Roma, oltre all’idea, a mio avviso criticabile, di una struttura leggera, più comitato elettorale che partito, più su internet e nei salotti che radicato sul territorio e capillarmente organizzato. Non possiamo poi dimenticare che l’improvviso avvento delle elezioni politiche fece scivolare il PD in un vortice che rese temporanea e precaria la costruzione del neonato partito.
Oggi conosciamo le difficoltà del Paese. Constatiamo giorno per giorno che Berlusconi non è in grado di governare l’Italia e sono evidenti “le crepe” nel muro delle alleanze su cui si sostiene. Le difficoltà che il Partito Democratico ha incontrato, però, non sono legate solamente alle anomalie italiane. E non nell’ottica esclusiva del nostro quadro politico dobbiamo costruire l’alternativa alle destre. Non è un caso, infatti, che in questo momento di recessione economica e di esplosione di fenomeni di massa, quali l’immigrazione, che generano insicurezze diffuse, le destre abbiano preso il sopravvento nella maggioranza dei paesi del Vecchio Continente. Parallelamente si assiste a una crisi della sinistra e dei partiti riformisti europei, legata anche alla difficoltà di comprendere i cambiamenti della società e di riuscire, in un contesto così delicato, a proporre idee e progetti nuovi che riescano a dare degli indirizzi organici e di prospettiva alle proprie scelte. Il pensiero della sinistra deve essere rifondato.
Si tratta, a mio avviso, di un problema prima di tutto culturale: il congresso deve porre le basi affinché si avvii nel PD un dibattito che porti, se non a definire un’identità (concetto forse opprimente), quantomeno a tracciare delle prospettive e a far crescere nella gente la speranza nel futuro. Bisognerà trattare i grandi temi: da quelli di sempre (il ruolo dell’economia, il lavoro, la scuola, l’immigrazione, laicità, la forma-partito, le alleanze) a quelli che finora sono stati tenuti a margine, ma che sono sempre più importanti come l’ambiente e la bioetica. E’ proprio per questa necessità di arricchire il dibattito ed approfondire la riflessione che nel Sud-Ovest milanese profonderemo molte energie per far sì che il Congresso sia innanzitutto un momento di grande confronto. Stiamo lavorando per organizzare più momenti di presentazione e studio delle tre mozioni anche attraverso prestigiosi ospiti. Le nostre iniziative sono ovviamente aperte al pubblico attento e curioso che esortiamo a partecipare.
Al di là delle scelte che ognuno farà, c’è la consapevolezza di presentare tre ottimi candidati che vantano profili interessanti e i cui documenti programmatici, pur ponendo l’attenzione su questioni diverse, denotano in fondo dei tratti similari, risultando a volte complementari, e facendo intuire che un senso di appartenenza a un comune progetto esiste. Nonostante i tanti uccelli del malaugurio (e qualche regolamento eccessivamente complesso e articolato), mi dico ottimista: leggendo le mozioni di tutti e tre candidati, infatti, traspare l’immagine di un Partito Democratico che, se riuscirà a restare unito, finalmente saprà verso quali porti salpare.
Alfredo Simone Negri
Coordinatore di Zona del Partito Democratico



